Schiavi d'Abruzzo (a circa 65 km da Vasto)
Si ritiene che il comune di Schiavi d’Abruzzo, sia stato fondato da una colonia di Slavi; ai tempi dei Normanni, divenne feudo di Roberto da Sclavo. Successivamente, fu in possesso dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Il nome del paese compare, per la prima volta, in alcuni atti e documenti conservati nel monastero di Monte Cassino. Nella storia di questo monastero è coinvolto un atto di donazione nel quale si parla di beni posseduti in territorio di “Sclavi”. L’aggiunta del nome Abruzzo si è avuta solamente dopo l’Unità d’Italia, col Regio decreto n.1140 del 22 gennaio 1863. Fin dagli inizi del IX secolo a Schiavi d’Abruzzo è affidato il ruolo di limes territoriale tra confini statali differenti; nella bolla di Papa Nicola II del 1059, viene menzionato il paese di Schiavi d’Abruzzo, attribuendo allo stesso monte di Schiavi il valore di spartiacque. Poche sono le notizie riguardanti le vicende di schiavi nei secoli successivi; si ritiene che il borgo abbia costituito, nel secolo XVIII, un infeudamento alla famiglia Caracciolo dei principi di Sanbuono. Di notevole importanza è il complesso culturale dei Templi Italici, risalente all’inizio del II sec. a.C., ma attivo fino al II sec.d. C. Il santuario è costituito da un muraglione a blocchi squadrati, parzialmente visibile, a sostegno dell’area di ubicazione del complesso, che documenta la successione di due distinte fasi architettoniche. Il tempio “maggiore”, si fa risalire all’inizio del II sec. a.C., dopo le guerre annibaliche. Si è ipotizzato, che la costruzione di questo tempio, non fosse mai stata completata, a causa dei capitelli ionici appena abbozzati, invece, il successivo ritrovamento della pavimentazione originaria e di monete databili tra il 217 a. C. e il 253 d.C. hanno permesso di valutare diversamente il tempio, che ora si ritiene completato ed utilizzato a partire dal II sec. a.C. fino al II sec. d.C. La seconda costruzione è più piccola del tempio “maggiore”, davanti ad essa è visibile l’altare in muratura, originariamente sovrastata da coperture lignee rivestite con lastre in terracotta.
Visita: http://www.ipicchi.it/schiavi.html
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